close
Professione “naso”

“Nasi da profumo”, ecco una nuova realtà che negli ultimi anni si sta facendo sempre più conoscere.
Professione riconosciuta a tutti gli effetti, una figura  molto richiesta anche perchè si tratta di un lavoro che se non supportato da un talento naturale, risulta difficile da acquisire.

Questi  profumieri-creatori riescono a memorizzare e a miscelare, una quantità di essenze che un naso comune non è in grado di distinguere. Una vera e propria arte applicata anche alla scienza, dove la conoscenza delle singole proprietà dei profumi trova l’unione con la dote del saper fondere insieme, odori ed essenze, fortemente compatibili e dal potere evocativo.

Sono una cinquantina i “nasi” in tutto il mondo, dei quali almeno una quarantina impegnati e un pò imprigionati nei laboratori multinazionali come Givadaun, Fragonard o Firmenich.
Memorizzano fino a quattromila odori mentre un comune mortale può arrivare a distinguere al massimo mille.
Profumiere per eccellenza, Ernest Beaux l’inventore di Chanel N.5 nel 1921.
Da allora ogni anno, a maggio e a settembre, rigorosamente tra le otto e le dieci del mattino, la Maison francese di rue Cambon fa raccogliere a mano cinquanta tonnellate di rose centifolie e venti di gelsomino di Grasse per la produzione del mitico profumo.

La passione per i profumi, nella storia, è sempre stata forte. Nell’antico Egitto mirra, incenso, ambra e sandalo venivano bruciati per creare esalazioni all’interno dei templi e nel XII secolo i crociati fecero scoprire all’Europa le essenze della rosa di Damasco, del muschio della Cina e del legno di sandalo delle Indie.

Le essenze, un tempo, venivano create da maghi, parrucchieri, dottori ed esperti di cosmetica; è dopo la Rivoluzione Francese che nasce la figura del “naso” che fino a una cinquantina di anni fa aveva margini di creatività molto ampi.
Dalla metà del 900, il marketing ha preso il sopravvento, limitando queste figure e relegandole nell’industria cosmetica, ma allo stesso tempo è cresciuta l’attenzione per i profumi di nicchia, come quello creato da uno dei nasi viventi più famosi, Guy Robert che per il sultano dell’Oman ha composto il profumo più caro del mondo, millecinquecento euro per un flacone da cinquanta millilitri.

Gli odori hanno un potere fortemente evocativo, basta sentire un odore a noi familiare per rivivere situazioni ed emozioni. Come una vera e propria macchina del tempo, l’odore riporta a ricordi d’infanzia e a momenti impressi nella memoria che così riprendono vita e la figura del “naso” serve proprio a questo, riuscire ad emozionare miscelando essenze diverse tra loro che sposandosi sprigionano emozioni particolari.

Tags : cura del corpoessenzanasoprofumostoria del profumo

1 Commento

  1. Chi mi può aiutare, ho la mia compagna che ha un naso da segugio distingue un odore a chilometri
    Penso che ha proprio un talento pazzesco. Chi mi può consigliare?

Lascia un Commento